
“Sa fide nostra
no la pagat dinari
aioh! dimonios!
avanti forza paris!”
Un blog antropologicamente inferiore
Non capisco le polemiche scatenate da questa dichiarazione della Santanché: è tutto vero, si tratta di dati di fatto.
Maometto era poligamo e pedofilo. Pretese di sposare una bambina di 9 anni, figlia fra l'altro di un suo caro amico. Il padre della piccola nicchiava, cercava di rifiutare, chiedeva al suo "amico"(?) di aspettare almeno che raggiungesse la pubertà, ma quel pedofilo di Maometto si inventò di avere ricevuto l'ordine di sposare la bambina direttamente da Allah, in sogno: e chi può contraddire la volontà di un dio?
Grazie a questo provvidenziale ordine divino, quindi, quel pedofilo di Maometto potè sposare e stuprare legalmente una bambina di 9 anni, inaugurando una infinita sequenza di stupri pedofili che continua anche ai nostri giorni: per l'islam le bambine ancora oggi diventano adulte a 9 anni (i bambini diventano adulti a 14, invece), e non si contano i matrimoni combinati dalle famiglie fra bimbe di 9, 10, 11 anni e bravi credenti di 40, 50, 60 o più anni.
Come chiamate voi un uomo adulto che ha rapporti sessuali completi con una bambina di 9 anni?
Come chiamereste un uomo adulto che avesse rapporti sessuali completi con vostra figlia di 9 anni?
E come lo chiamerebbe la legge di un qualunque Paese civile?
A me vengono in mente solo due parole: "stupratore" e "pedofilo".
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È a questo punto che, presumibilmente, la stessa Marina Berlusconi avvisa il padre di quanto sta accadendo. Lunedì scorso il presidente del Consiglio visiona le immagini. Poi chiama Marrazzo. Lo confermano ambienti vicini al capo del governo e lo stesso Marrazzo — quando ormai la vicenda è diventata pubblica — lo racconta ad alcuni amici, anche se non specifica a tutti chi sia l’interlocutore che lo ha messo in guardia. Durante la telefonata Berlusconi lo informa che il video è nella mani della Mondadori, gli assicura che la sua azienda non è interessata all’acquisto e gli fornisce i contatti della Photo Masi in modo da cercare un accordo direttamente con loro. L’obiettivo del capo del governo appare chiaro: smarcare il suo gruppo editoriale da eventuali accuse di aver gestito il filmato a fini politici, ma anche mostrare all’opposizione la sua volontà di non sfruttare uno scandalo sessuale. Una mossa che arriva al termine di trattative con altri quotidiani a lui vicini che avevano comunque ritenuto il filmato «non pubblicabile », come ha sottolineato il direttore di Libero , Maurizio Belpietro, quando ha raccontato di averlo visionato.
A parti invertite, Repubblica e i moralisti di sinistra antropologicamente superiori (maddeche?) ci si sarebbero tuffati a pesce e ci avrebbero sguazzato per mesi (lo hanno già fatto senza avere niente di concreto in mano, figurarsi in un caso come questo).
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